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24 giugno

dialogo nel buio

mi sono chiesto spesso se, ricordare, voglia dire andare indietro con la memoria per cercare di rivivere momenti passati oppure cercare di tornare con la mente, a momenti speciali, per riuscire a cogliere ciò che sfuggiva tra le pieghe delle sensazioni.
ieri ho avuto una grossa fortuna. tramite una cara amica ho avuto la possibilità di partecipare ad un esperienza chiamata "dialogo nel buio".
si tratta di un percorso della durata di un'ora e trenta circa in un mondo meravigliosamente intrigante: il mondo della cecità.
infatti il percorso, organizzato dall'istituto dei non vedenti di milano, non è nient'altro che il mondo visto dalla prospettiva dei ciechi.
 
tutto inizia nella penombra dove una gentile "maschera" ci spiega alcune regole fondamentali e ci fornisce del bastone bianco che ci guiderà nell'esperienza....anche se io, sostengo di ritenere più opportuna la spada laser di guerre stellari.....niente, hanno solo bastoni.
comunque ci si ritrova in un corridoio con le luci soffuse....seguendo a tastoni il muro alla nostra destra,i batti cardiaci salgono con l'icombere del buio completo ma, ecco!! incontriamo la nostra guida: Giuseppe!!!
gli altri componenti del mio gruppo sono Davide, Paola e Luca....
dopo le dovute presentazioni giuseppe ci introduce a scoprire il primo ambiente: il giardino.
ci invita ad usare il tatto per scoprire le specie di piante che circondano....a sentire con la suola delle scarpe il terreno, ascoltare il rumore delle fontane, degli uccelli....
piano piano il battito cardiaco scende.....mentre seduti su di una panchina cerchiamo di scoprire qual'è la pianta che c'è accanto a noi....m'invade una strana e piacevole sensazione e, mi accorgo di avere comunque gli occhi chiusi, come se aprendoli avvessi paura di ritrovarmi alla luce.....
giuseppe è molto simpatico. parla con voce tranquilla e ci invita ad esplorare le cose che abbiamo intorno. spesso ci prende in giro per la nostra goffaggine, lui quell'ambiente lo conosce bene e si muove con disinvoltura mentre noi, goffamente, danziamo tra la paura che ci blocca e la voglia di cogliere qualche piccolo segreto....
ci tocca di attraversare un ponte traballante. la sensazione di non controllo d'acchito mi paralizza ma giuseppe continua ad essere davanti a me....piano piano, esco dall'impasse e, a mia volta chiamo gli altri.....
bene, è l'ora di visitare un'altro ambiente....giuseppe ci conduce verso il mare....
non fosse per la logica che, dal mio cervello, mi confema di trovarmi al centro di milano....sembrerebbe proprio di essere arrivati al mare...l'odore, i gabbiani...
anche in questo ambiente giuseppe ci mette di fronte a degli oggetti di uso "marino"...e ci chiede di identificarli....noi, da esperti marinai della brianza, dapprima arranchiamo ma poi, anche per fantasia l'imbrocchiamo.....ok si prosegue, attraversiamo un molo, un altro ponte traballante e, ci ritroviamo in barca dove ci aspetta Claudia, un altra guida un po' caronte un po' virglio che ci legge una parte dell'odissea "le sirene", mentre l'ondeggiare della barca e la frescura ci avvolge....e la nostra mente esce in pensieri tipo nuvoletta da fumetto!!!
vibrazioni bellissime....qualcosa di sacro
giuseppe però ci chiama, è ora di cambiare ambiente!!!
questo nuovo ambiente è il tinello familiare: la cucina, il salotto....
arranco nel buio cercando qualcosa da tastare....un tavolo, un giornale in brail, una credenza...sembra una notte d' estate....quando ti alzi sudato e, cerchi il bagno, inevitabilmente, prima di arrivarci, devi sbattere almeno contro tre spigoli....procurando altrettanti lividi!!
la mia attenzione è attirata da degli animaletti di plastica(una delle mie passioni!!) che troviamo in una scatola....subito riconosco il coccodrillo(che bello!!!), poi un felino, una scimmia, un cavallo....poi, giuseppe attira la nostra attenzione su di un pannello di plastica ruvida appeso al muro...dopo 5 minuti di palpeggiamenti nn capisco cosa potrebbe essere...
però, girandomi di schiena, scopro che si trova all'altezza giusta per procurarmi dei grattini!!! è un grattinatoio!!!
giuseppe se la ride di grosso....poi, dopo i rozzi tentativi di noi maschi schiavi del grattino, paola getta luce sulla questione: è una cartina tridimensionale dell'italia!!!
benissimo, abbiamo passato anche il penultimo livello....tocca solo attraversare la città per arrivare al bar e rifocillarsi.... 
facile da dirsi ma difficile da farsi.....per fortuna c'è giuseppe...proviamo ad attraversare la strada seguendo le indicazioni sonore di un semaforo in mezzo a mille rumori....tutte le sensazioni appaiono amplifcate!! finalmente attraversiamo e, sul marciapiede continuiamo la nostra esplorazione sensoriale. passiamo sempre con più agilità, da una bancarella di frutta e verdura ad una cassetta per le lettere, un citofono, una panda, una moto....Suzuki
accidenti!! lavori in corso, gradini a tradimento, panettoni... è proprio nua giungla!!!
per fortuna, sempre giuseppe, ci conduce in porto al sicuro...e, in men che non si dica ci ritroviamo al bar...a sorseggiare le nostre bevande e a trangugiare salatini....
non male...riesco addirittura a farmi passare una chitarra e, nonostante sia abituato alla mano opposta...a strimpellare qualche nota...si canta, si beve, si mangia, giuseppe ormai è diventato una parte di noi....quando, al sopraggiungere dei nuovi gruppi, ci tocca di andare, per ritornare al nostro mondo di luci.....ci dispiace...
tornando all'inizio....cioè alla domanda sulle motivazioni della memoria...e, sull'azione dei sensi...credo che, si torni indietro per capire qualcosa che ci sfugge...ma forse quando capirò qualcosa sarà tardi...o forse, sarebbe meglio tentare di non capire....
ma, ora, voglio lasciarmi andare, e mantenere un ricordo limpido di una bella esperienza, avrò sempre tempo per cercare di capirla....
grazie giuseppe!!! grande!!!
grazie cri!!
grazie luca, paola e davde!!!!
 
 
 
 
 
 
 
 
20 giugno

ritmo cardiaco


quattro pareti e una finestra.
quattro pareti e un pò di cielo.
quattro pareti e il traffico la mattina.
quattro pareti e nell'aria si respira il sole.
quattro. bum-cia bum-cia....la notte sciende e si raccoglie sulla punta della lingua o della matita che stai usando. il ritmo cardiaco in gola accompagna la musica che si espande ed esce dalla finestra per perdersi nell'aria.
quattro, come i tiri della sigaretta che lasci spegnere lentamente nel portacenere. la strada è buia ma si è solo bruciato il lampione, oppure, saranno stati quei sassi che gli hai tirato per spegnere una sera già spenta o spegnere il cervello. adesso. ora. insomma ammettilo, saranno tutti quei pastelli a cera che fregavi alle elementari. li rubavi e li nascondevi come il primo pacchetto di marlboro. certo, poi, come le marlboro li consumavi ossessivamente per togliere ogni parvenza di bianco ai tuoi disegni. mistico e plastico come l'esplosivo. bello cerato... c'eri, ci sei e ci sei stato.il bianco però ti circonda e non l'hai ancora colorato tutto. per fortuna, così ti rimane un obbiettivo intanto che aspetti di cavalcare la tua onda che si è persa in lontananza ma sai, che si tirerà dieto una sorella. lasciala scorrere, bum-cia bum-cia, il quattro quarti non tradisce.
quattro numero perfetto.
quattro grammi o poco più, il peso di una sigaretta. ma i numeri sono alfieri sterili se non portano in dote significati reconditi. che dire allora del sette. questa non è una lettera è un numero, un simbolo, una nota, una cosa che puoi non ascoltare ma non puoi cancellare. tutto è così evidente da dover trascendere per concepirlo. quando e, quanto a te, domani, rivolterai i calzini, indosserai la camicia, stringerai il nodo alla cravatta...sarai fiero, avrai vinto un'altra battaglia, un'altra mattina, un altro pò di traffico, e una serata con gli amici a giocare a risiko aspettando l'alba per comprare i cornetti caldi....
 
 
Eels-Flyswatter

Little field mice
Living under the house
Never eating much
Tough life for a mouse
And if you think you're gonna be spared you're wrong

Field mice, head lice
Spiders in the kitchen
Don't think twice about
Whatever keeps you itchin
Ice water, flyswatter
Gonna get you through
The day

Heat is rolling in like
Hell's red rug
Stinking like the breath of beelzebub
And if you think you won't walk on coals you will

Field mice, head lice
Spiders in the kitchen
Don't think twice about
Whatever keeps you itchin
Ice water, flyswatter
Gonna get you through
The day
 
 
14 giugno

in salita...

come un fiume che rompe gli argini m'investono sensazioni, emozioni, stimoli e vibrazioni....pedalo arrancando in salita verso un traguardo che non vedo o, sono timoroso di aver sorpassato. Mi alzo sui pedali per arrivare al prossimo tornante, il sole in fronte, il cielo azzurro e il sudore che, con il vento fresco non da neanche una cattiva sensazione. Il ritmo è tutto in salita, basterebbe saltare una sola battuta per pagare pegno alla stanchezza, così in testa passa una musica in quattro quarti e via, pedalare!! Lo so che il traguardo è una bufala e non ci sono premi ma, sarebbe un peccato buttare questa bella salita, questo bosco verde, il cielo azzurro ed il sole....no, certe cose sarebbe un delitto sprecarle! "é la solitudine che contraddistingue, ogni buon giocatore..." Così il pedalare diventa un volo a planare sui propri pensieri, sulle proprie vicissitudini e, il fumo del camion diesel che ti ha appena superato è solo una spiacevole eventualità. La mia casa è qui!! La mia casa è tra i miei pensieri in quattro quarti. La mia casa è la maglietta sudata. La mia casa è la borraccia ormai vuota. La mia casa è dietro quel tornante. La mia casa è il sorriso del vecchietto che mi sorpassa con la sua panda verde. Lo so, sono lontani quei momenti, dove la mia casa era un castello sfarzoso, dai giardini colmi di gioia ed amore. Ma, per ora va bene qualsiasi luogo che incontri la mia anima. Poco importa che siano solo momenti. L'eternità esiste solo nell'attimo che serve per pronunciare una promessa che si sà, non si sarà in grado di mantenere. Alzati sui pedali e lasciati cullare dalla voce di Armstrong (quello della tromba!!) che passa come carta vetrata sul cuore e sulle orecchie. Una passatina qui, una rifinitura lì, ed è tutto più rotondo, più piacevole, più passabile....adorabile. Adesso, la fatica bussa alla porta, il sangue riempie le tempie e, con il suo pulsare accompagna la musica, un altro tornante, un altro ancora senza appoggiar per terra i piedi.... Come quando fuori piove. Pensieri rapidi, semplici lampi nella fatica. Pensieri come nuvole dalle forme multiformi e cangianti o, come colori sfumati. Il cielo. Il cielo che passa da azzurro a rosso, mentre giochi con il cambio la carta di un rapporto più piccolo che dia respiro, se non ai polmoni, ai polpacci che restano contratti di stupore nell'osservare le nuvole cambiar forma e colore. Più su...non è proprio ora il caso di abbandonare le armi, ora che il vento è il velluto che ti accarezza il viso....mentre riempi le narici dell'odore dei larici e dei pini, ancora una curva, un tornante solo. Ancora uno, poi ce ne sarà un altro....un altro ancora....prima o poi arriverà la discesa, il lago....la sera...e rimarrà solo stanchezza e felicità.....
 
queste poce righe sono per qualcuno che è volato in cielo ma, probabilmente pedala....anche un pò per me....
 
'notte!!
 
Amsterdam - Diaframma
 

Scender le scale sfiorando il muro
non dare importanza
a chi passa vicino.
Cercando qualcosa di indefinito
la notte svanisce al piano di sopra.

Nelle mia mente
ogni cosa sopravvive in silenzio
sento l'attrito
di grida esiliate dal mondo.

Come frammenti pulsanti di vita
voci alterate si sono dissolte.
Dove i miei occhi le hanno chiamate,
dove i miei occhi le hanno chiamate,
dove il giorno ferito impazziva di luce,
dove il giorno ferito impazziva di luce...

 
 
09 giugno

just like heaven

un attimo e sono lì....
un attimo solo ti prego...
il tempo di un caffè, una sigaretta, una rapida scorsa allo specchio, una ripulita al passato, uno sguardo perduto, un momento vissuto, un istante infinito, un suono acuto...
chi nascondi dietro le spalle? cosa porti nascosta, negli anfratti dell'anima?
 
il vecchio con il cappello che procede lentamente in strada, quando al mattino hai una fretta bestia che in ufficio, continui ad arrivare ad orari assurdi, t'infastidisce ma non sai perchè...visto che, comuque, potrebbe essere una scusa praticabile, se non fosse già stata troppo battuta...
 
a chi hai dato l'occasione di far splendere ogni giorno il sole? Apollo, e, ti sebra una persona affidabile, affilata, affiliata a qualche stana impresa...basta con l'idealizzazione, la deificazione, la beatificazione!
 
rimani una barca a vela spinta dal vento e dalle correnti, qualche vela strappata e ricucita alla meno peggio...qualche falla rattoppata da sapiente nostromo.....la rotta la decide l'istinto, la vibrazione , il naso, il basso ventre....
 
 
domani sorgerà di nuovo il sole e sarà tempesta in mare aperto...percui meglio prepararsi per bene cominciando con l'andare a riposare la mente e la vista....
 
 
 
just like heaven
 
 
"Show me how you do that trick
The one that makes me scream" she said
"The one that makes me laugh" she said
And threw her arms around my neck
"Show me how you do it and I promise you
I promise that I'll run away with you
I'll run away with you"

Spinning on that dizzy edge
I kissed her face and kissed her head
And dreamed of all the different ways I had
To make her glow
"Why are you so far away?" she said
"Why won't you ever know that I'm in love with you?
That I'm in love with you?"

You
Soft and only
You
Lost and lonely
You
Strange as angels
Dancing in the deepest oceans
Twisting in the water
You're just like a dream...

Daylight licked me into shape
I must have been asleep for days
And moving lips to breathe her name
I opened up my eyes
And found myself alone
Alone
Alone above a raging sea
That stole the only girl I loved
And drowned her deep inside of me

You
Soft and only
You
Lost and lonely
You
Just like heaven
 
 
 
Trad."Proprio come in Paradiso"
 
 
mostrami come fai quel gioco
quello che mi fa gridare"diceva
"quello che mi fa ridere"diceva
e mi buttava le braccia attorno al collo
"mostrami come fai e ti prometto
che verrò via con te"

volteggiando sul ciglio della vertigine
Baciai il suo viso e la sua fronte
E sognavo a tutti i svariati modi che avevo
Per farla risplendere
"perché sei cosi distante?"diceva
"perché non vuoi mai sapere che sono innamorata di te?"

tu
dolce e unica
tu
sperduta e sola
tu
misteriosa come gli angeli
danzando negli oceani più profondi
confondendoti nell'acqua
sei come un sogno...

la luce del giorno scolpiva il mio profilo
dovevo essere rimasto addormentato per giorni
muovevano le labbra sussurrando il suo nome
aprii i miei occhi
e mi trovai solo con me stesso
solo
sopra un mare burrascoso
che aveva rubato l'unica ragazza che amavo
e l'aveva affogata giù, dentro di me

tu
dolce e unica
tu
sperduta e sola
tu
proprio come il paradiso
 
 
 
 
 
02 giugno

Paura e Delirio in quel ridente paese chiamato cinisello beach....

ALLEGRIA!!!!
 
Ovvero Allergia!!!
Benvenuta Allergia!
Così mi ritrovo con due occhi rossi fuori dalle orbite, un po' rincoglionito dall'antistaminico che passa il convento. Poco male, come cristallo sono abbastanza fragile, inabile, disabile o disibilitato all'acceso....così riempio le maniche (sono un baro) di parole e osservo.
Offro soluzioni pronte per preconcetti cotti al microonde! Mi dispiace! Preferisco il forno a legna! Preferisco la mia allergia con il naso che cola...sulle pagine dei miei libri sacri così da mortificarli e renderli umidi, vissuti e ancor più sacri!
E intanto continuo a cucinar concetti....mi dispiace ma, questa sera siamo al completo e Dio è il mio dj! Tornare sudati dopo una pattinata notturna riempie il cuore e la mente!!! Riempie anche i miei occhi di lacrime e irritazione....ma è il prezzo da pagare.... Ragazzo il conto....!!! Tenga il resto di mancia..... Domani, sarò letargico e lisergico....poltrirò a letto almeno fino al primo pomeriggio, quando realizzerò di prepararmi il pranzo: la specialità della casa!!! Pasta al burro! In sucessione seguiranno: caffè, sigaretta, giornale e contemplazione del vuoto!!!
Poi, di corsa al parco....non si può sprecare la nostra miglior risorsa: il tempo libero o libro....
 
Perchè le incognite sono molte, le risposte latitano in un prisma che riflette lo spettro dei colori e non importa quanti raggi saranno assorbiti, quanti si disperderanno nell'etere.
Non importa se la musica, a volte stecca. Sul piatto, il vinile continua a girare, qualcuno continua a cercar rime, qualcuno continua a giocare con il colore....che, se poi piove sbava, ma non mi fermare, ti prego, se i tuoi occhi riflettono il mio stesso cielo....non sarebbe carino...
 
del resto cosa rimane: Banalità, malati sani, livide illusioni, elettroshock, linfa e veleno...
Tra il male e il bene preferisco il male....ca va sans dire....brucerò all'inferno ma mi risparmierò la noia del paradiso!
 
Il paradiso: Valentina che si esercita al violoncello nel suo giardino, non per ciò che suona, ma per il favoloso insieme: il giardino, la sua grazia, i fiori, il profumo....è la concezione del tempo come spirale!!
L'inferno: La somma di due monomi quadrati è uguale al primo monomio più il secondo che moltiplicano la differenza del primo con il secondo.
 
Dinosauro= Tremendo Rettile vissuto 65 milioni di anni fa!!!
 
Oppure adesso qui con me, ora! C'erto è di plastica ma c'è!  Mentre con un asciugamano mi asciugo dalla doccia e le casse pompano un bel pò di watt di menestrelli spaziali, spaziati o speziati non ricordo bene....preferisco lo zenzero non per altro ma il nome solletica la lingua e l'immaginazione e allora?
 
Allora lunga vita al Dr. Gonzo (paura e delirio a cinisello beach), a Valentina (occhi tremendamente verdi e figura eterea...sei piccina ma un giorno diverrai un fiore prezioso...), a Lillo (che la matematica è un pignone...), Laura "donna pacco", Adriano (chemical desaster), Giorgio (topomodello e monello...), Nicoola(uomo elettrico ed elettrificato....), Gianluca(illustrissimo)....Acquaman!!!!
 
Sarò funky ancora per poco....l'attenzione cala, il neurone è solo, latita e, da buon latitante manda "pizzini" in dialetto siciliano a me incomprensibili....
ecco!!!
Ho trovato la mia pietra filosofale!!!
Avrei bisogno di un traduttore....per il neurone....
Ecco a cosa si riferivano quelle voci che, insistentemente, dicevano che me ne serviva uno, ma bravo!!!!!
Ed io che non capivo....
 
Mi scusi mr.Bottiglia, veramente, pregiatissimi saluti.....
 
cordialmente, nel delirio, dal delirio....
 
bAlu
 
Giorno Dopo Giorno (Ice-One)

Una rima dopo l'altra e il giorno si consuma
giorno dopo giorno ma la vita e' sempre una
una e' la mente con cui pensare
ma mille sono i desideri da soddisfare
uno e' il posto da cui veniamo
uno e' il posto dove tutti andiamo
mille sono i luoghi che noi ignoriamo
mille sono i luoghi che noi profaniamo
mille sono i volti che incrociamo ogni giorno
senza nemmeno guardare che espressione hanno
una e' la faccia che vedi allo specchio ogni giorno
ma non ti rendi conto vivi solo con il vuoto attorno
eppure sei parte di una molteplicita'
che per i comuni mortali si chiama realta'
sbattuta in faccia ogni giorno per necessita'
soffrendo mille pene per la propria dignita'.
Giorno dopo giorno
saro' il nemico che tu hai voluto per te
una rima dopo l'altra
saro' il nemico che tu hai voluto per te
Mille sono le domande senza una risposta
mille sono le risposte all'unica domanda giusta della gente
che non chiede altro se non di vivere decentemente
mille sono le facce nascoste dell'unica realta'
ingoiata digerita e vomitata
da chi non se la sente giustamente
di andare sempre contro la corrente
furente ma impotente
allora il niente o tutto o tutto o niente
distrattamente o consapevolmente
perduti nel proprio flusso di coscienza
discutendo con se stessi della propria esistenza
convinti dai fatti che il nemico e' necessario
costretti dalla vita ad odiare lo straniero
pensando che il molteplice sia fonte di ogni male
il vero pensiero si perde e sfugge.
Mi specchio nella vita e scelgo da che parte stare
indipendentemente da quel che valgo e da quel che sono
ma alzo la mia voce e tuono
perche' quel che ho da dire non puo' essere taciuto
ne' nascosto nei punti di vista di chi cerca sempre la scusa giusta ad ogni male
perche' non ha mai subito e preferisce scappare
percio' saro' la voce del bambino che hai seviziato
saro' la rabbia del negro che hai bruciato
saro' la disperazione del malato emarginato
saro' lo sdegno dell'ebreo che hai insultato
saro' le lacrime dell'operaio licenziato
saro' il sangue della donna che hai violentato
saro' le parole dell'uomo che non hai mai ascoltato
saro' il nemico che tu hai voluto.