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29 maggio

Automatic for the soul.....

Time's up 
 
oggi...mi sento un po' il mago di segrate, lievito! 
Mi faccio di sali minerali ed attendo in fila....sono fuori da ogni concetto e in testa c'è una corazza spessa. Mi muovo tra l'ovatta delle faccie sconvolte del laboratorio il lunedì mattina. Sintonizzo la sequenza brani su qualcosa di tranquillo e mi metto in stand by. C'è qualcuno che racconta del week-end sporco e cattivo, si ride e ci si ipnotizza in pausa, una sigaretta dopo l'altra. Il rumore delle chiacchiere varie ed eventuali non cessa quasi mai e si confonde con la stazione radio imperante (qualcosa tra radio italia e radio dj), io seduto alla scrivania allungo le orecchie alle mie casse....e l'occhio ha la palpebra a mezz'asta, no, non è in lutto, è sonno. Oggi la pianto! Oggi pianto il gesso che mi avvolge così potrò ritornare ad utilizzare la mia mano sinistra....e non avrò più scuse per la mia stasi. Dovrei.....la lista sarebbe lunga una decina di kilometri ma mi accontento di tenere in mente un paio di concetti sterili, così da non rimanere incollato..... Vediamo, vediamo....cos'avranno mai da farsi notare questi prodotti notevoli? Non avrei mai pensato di dare dell'esibizionista ad un binomio ma è così!
Rallenta, rallenta.....altrimenti finisci come il vino in cartone, irrancidisci in un minmo lasso di tempo e torni in loop. Senti, di la passa qualcosa di improponibile e c'è qualcuno che canta...fuori la finestra un cielo grigio topo, e togli il gesso. Pilota automatico, destinazione fine della giornata.
 
 
Elio e le storie Tese
 
Acido Lattico
 

Giornate intere trascorse chiuso in casa
senza mai muovermi, il corpo ne risente.
Sogno una corsa all'aria aperta;
son fuori forma, comincio lentamente.
Pago un periodo vissuto intensamente,
troppo lavoro, il corpo ne risente;
faccio una cosa, ne faccio un'altra,
a testa bassa, meglio di niente.
Metto le scarpe e la tuta da ginnastica,
mi metto a correre e mi gira un po' la testa;
continuo a correre a testa bassa,
sento un dolore nelle ossa: acido lattico.
 
Acido lattico lo sento nel ginocchio,
acido lattico lo sento nella mente,
acido lattico torno alla vita,
acido lattico meglio di un acido
 

 
27 maggio

pollution.

Inizia con un fischio, poi prosegue in un sottofondo persistente di rumori sordi.
No, non può essere, l'inquinamento dovrebbe fermarsi fuori...invece entra in testa, mi sotterra nel mio letto e mi chiude in un luogo fisso...quale dolce fantasia potra salvarmi? quale potente soluzione verrà in mio soccorso? quale magica composizione chimica? quale funzione vitale sarà la prima a ribellarsi?
Ieri sera pattinavo libero, scivolando per le strade di una città, con l'inseparabile musica nelle orecchie, e tutto sembrava accarezzare lo sguardo e accompagnare il mio passaggio con un sorriso...angoli misteriosi, pavimentazioni sconnesse, saliscendi, giovani fuori dai locali in una serata dalla temperatura mite.....ed adesso ho un martello in testa....
Confido in un'aspirina....nella mattina che se ne è andata, nella mia scarsa attenzione, che probabilmente si fisserà su qualcos'altro, nella resurrezzione del mio vecchio buonumore, in un pediluvio, nel mio passato che ho dimenticato e nella mia collezzione di medicinali....
Già mi accorgo, sta passando....così metto un disco e mi faccio da mangiare...il vinile che graffia sul piatto è la miglior cura del mal di testa.....perchè le cose che incontri sebrano più lievi....
 
Pas assez de toi. 
 
 
J'ai comme une envie de tourner le gaz
Comme envie de m'faire sauter les plombs
Comme envie de t'expliquer comme ça
Que ton indifférence, elle en me touche pas
Je peux très bien me passer de toi
Comme envie de sang sur les murs
Comme envie d'accident d'voiture
Comme envie d'expliquer comme ça
Que ton inddifférence elle en me touche pas
Je peux très bien me passer de toi
J'ai comme envie d'n'importe quoi
Comme envie de crever ton chat
Comme envie d'tout casser chez toi
Comme envie d'expliquer comme ça
Je peux très bien me passer de toi
J'ai comme envie d'une fin torride
Comme on en voit qu'au cinéma
J'ai comme envie qu'ce soit terrible
Et qu'ça se passe juste en bas de chez toi
Je peux très bien me passer de toi
 
24 maggio

da piccolo...ma ora?

mi ricordo che da piccolo già si diceva in giro che ero nato per "spaccare".....
non specificavano bene cosa "dove sei stato? cosa hai combinato?...." "questo non si può, questo non si fa....."
così mi facevo di merende e latte con il nesquik..... 
dopo, vennero le medie poi, in salita fino alle superiori...le carte in regola per un bel liceo scientifico....e se non ricordo male divenni subito amicone del latino, visto che copiavo le versioni dal bigino...per non parlare della fisica, la mate o le lingue, che quando andavo bene ci davamo un cinque....
poi, di corsa all'università quindi, esame dopo esame son diventato quel che sono adesso o ero un tempo, non ricordo.... 
e se, prima, formulavo scuse plausibili per saltare la lezione adesso, cerco di diventar verde, tramite una formula, come kermit (la rana del muppet's show).....surfando veloce tra insane metamorfosi per poi scoprire che gli alti e i bassi non si compensano ma, ciò che conta è continuare a correre.....urlare, cambiare ipotesi per dimostrare tesi sempre più scivolose ed inutili....e dire che, mi sarei visto bene, inserito in una bella famiglia stile "mulino bianco"....
beh finire, son finito..... a mettere conservanti non bene identificati in merendine già scadute per la felicità della famiglia che, forse, non avrò mai....
mentre continuo a galleggiare tra meduse e tappeti, note e diveti che, mi autodeterminano....che fantasia l'evidenza.....l'oggettività....che pazzia....
in fondo basta un po' d'amore o, sbaglio, caro amico.....sbaglio, lo so, anzi lo sappiamo.....perchè siamo risorse umane e, come tali, funzioniamo a tempo determinato, no, non per il lavoro....sarebbe il meno non credi, non eravamo noi i relativisti, i possibilisti....
coloro che garantivano lealtà al posto della fedeltà richiesta.....coloro che giuravano sull'impegno, la responsabilità e per questo si prendevano trooooppo sul serio.....che non credevano nell'assoluto e, che, appena lo abbiam toccato ci ha ghigliottinato.....
e pensare che tutto il nostro fuoco e le nostre fiamme hanno bruciato solo il nostro interno, niente danni all'esterno, niente....la banalità del male è disarmante....sempre che sia "male" e non un male soggettivo di nostrà proprietà privata quando c'è da lasciar vuoti la colpa ricade sui deboli coloro che sanno che comunque le colpe sian ripartite non sono mai univoche....
domani sarà un giorno in più o, uno in meno, la prospettiva è ciò che conta.....anche se personalmente cerco di muovermi a scatti, per fotterla...a fottermi ci ha pensato qualcun'altro-a non ricordo bene...ma in fondo mi è piaciuto, o fingevo che poi è lo stesso, per cui avanti il prossimo....il presente non finirà di stupirci.....
 
dedicato a chi si alza la mattina ed ha dormito quel po' che basta,
a chi lavora nel settore operativo 9 ed osserva, la pietra bismantua,
a chi sflia lungo i viali "modello Giuditta!!!,
a chi legge, a chi la legge, la fa da sè ( creandola dalla sua coscienza).
a chi si è svegliato con una parte del letto freddo, che non sa, o meglio, non vuol sapere,
a chi non si giustifica in modi plausibili,
a chi "il cane mi ha mangiato il kuaderno...",
a chi va al lavoro con calze di colore diverso,
a chi fuma l'ultima sigaretta, ma continua a considerarla penultima,
a chi mi sorride nonostante l'umor nero,
a chi mi sopporta e conforta anche dandomi del "certosino",
a chi mi ha voluto bene ed un giorno ha smesso, ma spero, mi abbia perdonato,
a chi vive su di una rampa o in tempi dispari,
a chi coltiva fame ed insuccesso ma, con pollice verde,
a chi la macchina parcheggia e non si trova nemmeno i mattoni,
a chi scrive, anche sulle pareti, che la sua miglior amica è la penna bic,
a chi c'ha il gesso che con sto caldo puzza....,
un po' a me e a chi capita in ordine, rigorosamente, sparso......
 
21 maggio

mattina

Molto spesso, trovo il tempo per fermarmi a riflettere, sicuramente si tratta di una fortuna, una preziosa risorsa che torna utile in quei momenti dove il vortice della vita prende il sopravvento. Una fortuna parziale la mia, perchè, mi porta spesso, trascendendo, a conclusioni negative. Certo più che conclusioni sarebbe meglio parlare di evoluzioni momentaneamente negative. D'altronde, riflettere significa guardare al presente in considerazione degli aspetti-esperienze passati senza precludersi nessuna novità. Mi riservo il diritto di essere stupito o, chessò di stupirmi a mia volta. Venendo da un passato travagliato probabilmente è lecito che mi aspetti un futuro altrettanto travagliato. Oppure, non avendo ancora toccato il fondo, non mi rimane che continuare la caduta. Non saprei descrivere una senzazione come questa. Mancanza, blocco, vuoto....ogni parola trova un senso ma non lo completa. Indubbiamente si tratta di una riflessione interiore, per questo egocentrica e presuntuosa ma, dal mondo che mi circonda non riesco ad aver soddisfazione se non tramite la mia ottusa sensibilità. La mia fantasia lavora di conseguenza e non riesce a rendermi attivo neanche nella maniera poetica e ironica che tanto mi era cara.... mi sento straniero, accerchiato, in eterna tensione per non esser definitivamente deportato...un disperso tra i molti sull'elenco del telefono. Il vuoto che m'ingloba cozza contro il pieno della vita. Io non ci sono, io sono momentaneamente irraggiungibile....e non riesco a dormire se non grazie al caro lexotan che, fa capolino dal comodino. Non ho forza. Non mi resta che la guerra di trincea da un buco qualsiasi tra quelli che trovo per strada. C'è vita in pochi metri quadri? C'è vita oltre i miei libri, i miei cataloghi ed i miei dischi? Non riesco neanche più a ribellarmi, uscire con il walk-man nelle orecchie a palla, i miei pattini e trovare, un attimo di pace...lontano dal buco, dalla guerra sporca. Non riesco neanche più a raggiungere il lago con la moto. Curva a curva, il fiato in gola e poi....piangere sul latte che ho versato a fiumi, lungo la mia strada. Già la possibilità dell'inganno nasce dall'eccezionalità della simulazione ed io, banalmente, non ho più voglia di simular tolleranza di fronte all'idiozia che sempre più spesso mi circonda, l'idifferenza non è mai stata sufficente.  Intanto, mentre penso alle probabili azioni, perdo il mio tempo nel restare immobile. Difendo l'idifendibile, apatico, apercettivo, alienato in una forma al limite della trasparenza....dissolvendo in un lamento, perverso, ossessivo, compulsivo....ogni giorno, mi sono chiesto, alzandomi, cosa potessi fare di positivo, come avrei svoltato....da un po' di tempo, vivo nei miei incubi e, semplicemente non mi alzo più, la mattina...